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Blog dedicato a tutto il non profit, alle Associazioni (siano esse sportive dilettantistiche, culturali e ricreative, di volontariato, di promozione sociale, ONLUS, …) e SRL sportive, con l’obiettivo dichiarato di fornire risposte certe e circostanziate ai quesiti più significativi e comuni. Gli interventi sono curati da un qualificato team di professionisti accreditati e abilitati che da anni operano nel settore, con il coordinamento e la supervisione di MOVIDA SRL

Ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness: disciplina sportiva n. 111 secondo la delibera CONI del 10.05.2017


12 marzo 2018

Da molte settimane ricevo continue richieste di supporto su questo punto. Proviamo pertanto ad andare a fondo su questo aspetto, così da offrire spunti di riflessione e “chiavi di lettura” relativamente ad una tematica particolarmente significativa per tutti i “Centri Fitness“.

La prima riflessione sul tema impone di partire dal CONI (che vale la pena di ricordare essere l'”unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni dilettantistiche“, art. 7 D.L. 136/2004), il quale con le sue delibere dei mesi passati ha inteso superare in modo certo e, speriamo, inequivocabile (“speriamo” perché taluni ancora non si vogliono arrendere …) l’antica equazione in base alla quale lo sport è (solo) agonismo. Antica e superata, perché la finalità dello sport è oramai divenuta chiara: trattasi infatti, tra l’altro, di un “farmaco” formidabile in grado di contribuire al miglioramento della salute della persona ed al suo benessere (ovviamente insieme a stili di vita sani ed alimentazione adeguata), alleggerendo così la già ingolfata sanità pubblica.

L’attività sportiva è e rimane (anche) agonistica (e ci mancherebbe altro), ma pure molto di più … Perché mai, se così non fosse, esisterebbe l’obbligo di certificazione medica per l’attività sportiva non agonistica (soap opera dalle mille puntate, quasi come il defibrillatore …) se lo sport fosse solo agonismo?

Questo è un passaggio culturale, etico e di grande rilevanza. Da sempre (penso al corso di anatomia funzionale, fisiologia, endocrinologia, psicologia, metodologia dell’allenamento, per chi ha frequentato l’ISEF e poi Scienze Motorie …, frequentato da studente e poi da docente) ricordo il concetto di sport ben  chiaro sotto il profilo delle valenze educative, formative e salutistiche (in termini di mantenimento e di prevenzione della salute psico-fisica dell’individuo): ora finalmente questi aspetti trovano conferme negli indirizzi forniti anche dal CONI e dalle sue delibere.

Nei prossimi mesi occorrerà però chiarire alcuni ulteriori passaggi, davvero fondamentali … come ad esempio qualificare correttamente (insieme a tutti gli altri) gli operatori che promuovono la ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness (basti pensare al tema delle co.co.co.) oltre che i protocolli/disciplinari di allenamento che possono qualificare questa attività/disciplina sportiva.

Sul web (e non solo … anche a firma di alcuni rappresentanti di Enti di Promozione Sportiva) si stanno già moltiplicando le offerte formative, pur in assenza di protocolli scientificamente validati e di linee di indirizzo certe provenienti dal CONI. In questa direzione occorre affermare con forza che le proposte formative non possono certo costringere i diplomati ISEF o i laureati in scienze motorie e sportive a fare “10 passi indietro” per “acquistare” un brevetto “federale” o giù di lì … Sul punto ci sono fior fior di leggi Regionali ed anche qualcosa di concettualmente affine contenuto nell’ultima legge di bilancio del dicembre 2017 (che ha disposto per le Società Sportive Dilettantistiche Lucrative, al comma 354 dell’art. 1 lettera d), “l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un «direttore tecnico» che sia in possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e tecniche dello sport (LM68), ovvero in possesso della laurea triennale in Scienze motorie“).
Da questo punto di vista vedremo come evolveranno le ricette per gli operatori non qualificati con una laurea: certamente la buona volontà, la correttezza e l’attenzione di tutti aiuterebbe …

Sotto il profilo dei protocolli la situazione parrebbe invece di più semplice soluzione (seppur non nel breve periodo) ed è per questo che il mio invito va agli Enti di Promozione Sportiva ed alle Federazioni Sportive Nazionali affinché possano certificare protocolli che non siano utili solo per le proprie finanze, ma soprattutto disciplinari scientificamente validati, utili e fondamentali per tutelare la salute degli iscritti dei Centri Sportivi nonché la bontà della natura “sportiva” dell’Ente.

Personalmente ho la convinzione che ci arriveremmo, meglio sarebbe (per tutti) se in tempi rapidi.

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